Richard Scheürlen: un tedesco ad atzara

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Intervista ad Antonio Corriga venerdì 29 giugno 2007 di Cinzia Littera

L’ufficiale della Marina tedesca, Richard Scheϋrlen, classe 1891 di Stoccarda, fa il suo arrivo in Sardegna negli anni immediatamente precedenti l’inizio della 2° guerra mondiale, intorno al 1938-1939.
Filippo Figari, artista già affermato a quei tempi, soleva trascorrere brevi periodi di soggiorno a Capri; durante uno di quei viaggi, nacque l’incontro del tutto casuale con Richard Scheϋrlen, un gigante buono, cosi chiamato data la sua statura fuori dal comune, mentre ritraeva in strada degli “scugnizzi”.
Scheϋrlen, dipingeva una pittura impressionista e Figari rimase talmente affascinato dalla sua arte che lo invitò a venire ad Atzara, dove avrebbe potuto trovare ispirazione.
In seguito, Scheϋrlen avrebbe detto che i colori dei tramonti scoperti ad Atzara fossero paragonabili solo a quelli visti in Israele e nell’isola di Ceylon.
Richard Scheϋrlen, apparteneva ad un antico casato nobiliare tedesco, ferito nella 1ª guerra mondiale, per il quale era stato insignito della medaglia al valore militare, beneficiava di una pensione di invalidità che gli consentiva di dedicarsi interamente alla sua arte.
Arrivato ad Atzara, approdò a casa di Don Efisio Serra, nobile signorotto originario di Samugheo (Or), all’interno del quale organizzò il proprio alloggio.
Costretto a ripartire nel 1942 dai tedeschi che lo richiamarono in guerra, fu prelevato e portato a Seneghe, poiché ritenuto esperto geografo militare.
A Seneghe, Scheϋrlen stabilì nuove amicizie ma non dipingeva più, mentre ad Atzara, data la partenza forzata, lasciò oltre a numerosi dipinti, molta attrezzatura.
Conclusa la guerra del pittore tedesco non si seppe più nulla e tra gli amici rimasti ad Atzara fu dato per disperso fino a quando Antonio Corriga, che aveva circa 15 anni quando arrivò ad Atzara la prima volta, e ne subì il fascino artistico fino a divenire suo “discepolo” al suo rientro in Sardegna da Firenze, una volta conclusi gli studi artistici e fresco di nomina per l’insegnamento presso le scuole medie ad Oristano; ricordando questo gigante buono, al quale lui si era ispirato nella sua pittura, decise di attivarsi per scoprire che fine avesse fatto il suo “maestro”.
<< Era un uomo mite, di uno straordinario stile di vita, oltre che eccellente artista – racconta Corriga che serba di Scheϋrlen, un ricordo nitido, fresco e velato di una certa malinconia – per ritrovarlo mi rivolsi a due parlamentari – prosegue Corriga – i quali misero in atto una vera e propria ricerca che alla fine diede i frutti sperati: Scheϋrlen era vivo, era tornato a Stoccarda sua città di origine dopo essere stato rimpatriato alla fine del ‘44 durante la ritirata dei tedeschi. Scheϋrlen, incredulo, felice dell’interessamento mostrato dal suo allievo atzarese, invia a Corriga un plico di oltre 16 pagine in cui manifesta ricordi nostalgici della sua permanenza ad Atzara che aveva dovuto lasciare suo malgrado; ha così inizio una fitta corrispondenza che durerà anni. Siamo introno agli anni ’60 quando Corriga, riceve una lettera da Scheürlen che gli annuncia una visita ad Oristano, città in cui Corriga si era stabilito a conclusione dei suoi studi, vi resterà ospite a casa sua, per circa 3/4 mesi; in questo lasso di tempo tra Scheϋrlen e Corriga nasce un vero e proprio sodalizio artistico, infatti il tedesco dipinge e Corriga anche, guidato stavolta dal maestro che non gli lesina consigli e insegnamenti preziosi ed esortazioni a migliorare, insegnamenti che saranno poi fondamentali per la definizione e la maturità artistica del maestro sardo. Il tedesco aveva visto che la pittura di Corriga, come la sua, era molto legata al dipinto en-plein air, al modo degli Impressionisti. << Per me è stato un riferimento importante – spiega Corriga – la sua è una pittura che stimola un modo di rappresentare la fantasia in armonia spontanea, senza artifizi ne strumenti approfonditi>>.
Il sentimento nostalgico del tedesco e il ricordo della sua prima permanenza in Sardegna, fa si che Corriga lo riporti ad Atzara.
Scheürlen muore nel 1974 a 83 anni a Stoccarda.