Cent’anni. I maestri della pittura del Novecento in Sardegna

22 Giugno 2019

Cent’anni. I maestri della pittura del Novecento in Sardegna

Tipo evento: Mostra

Dove: MAMA

 

L’arco temporale della mostra abbraccia un periodo che va dal 1905 con  Tramonto di Antonio Ballero a Sisinnio Usai con l’opera Dialogo del 2005

Ripercorrendo un viaggio a ritroso nel tempo, la nascita di un museo d’arte in centro Sardegna, si collega idealmente a importanti vicende del primo Novecento, quando giunsero ad Atzara i pittori Costumbristi spagnoli, affascinati dagli aspetti della cultura tradizionale locale, che trasformò Atzara in un centro di elaborazione di un linguaggio pittorico autoctono d’ispirazione iberica, nonché il crocevia obbligato per la formazione di importanti artisti che vi soggiornarono più o meno a lungo: Eduardo Chicharro Agüera, Antonio Ortiz Echagüe, Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Mario Delitala, Carmelo Floris, Stanis Dessy, Bernardino Palazzi, Pietro Antonio Manca, Mauro Manca, Antonio Atza, Edina Altara, Eugenio Tavolara, Maria Lai Francesca Devoto, Stanis Dessì e altri.

Cent’anni, i maestri della pittura del Novecento in Sardegna” è il viaggio di ritorno in un luogo immaginario e immaginato, dei giovani artisti che la scelsero allora come residenza ideale per indagare i filoni più amati come il ritratto, accostato a scorci paesaggistici con la teatralità degli spazi aperti, i controluce e le gamme cromatiche adottate, non poca cosa nel concorso percettivo.

Da sabato 22 giugno è possibile ammirare e rivivere attraverso quarantaquattro opere tra dipinti, sculture, bronzi, ceramiche e tele, selezionate attraverso un’accurata campagna di ricerca che sia stilisticamente che tematicamente offre una panoramica completa delle tendenze artistiche isolane del XX° secolo.

La mostra propone una selezione di circa 44 opere originali, per un periodo che attraversa tutto il ‘900, con il coinvolgimento di 33 artisti, maestri referenti della storia dell’arte della Sardegna.

La grande rassegna di seguito descritta si rende possibile grazie al coinvolgimento di collezionisti, sardi e non.  Alla base dell’evento c’è l’idea di riuscire a portare fuori dagli spazi privati (abitazioni, aziende, Banche) i capolavori d’arte che collezionisti illuminati hanno raccolto negli anni, chiedendo a costoro un importante contributo partecipativo per consentire così al luogo pubblico che è il Museo.