Vittorio Calvi
Artista

Vittorio Calvi

Italiana · 1933–2017

Vittorio Calvi (Sassari 1933-2017)

Nasce a Sassari nel 1933 dove ha vissuto e lavorato fino alla sua scomparsa.  Frequenta l’Istituto d’Arte di Sassari diplomandosi nel corso di decorazione Pittorica presso l’Istituto d’arte.  Ebbe come maestri i più grandi artisti del primo novecento sardo come Stanis Dessy, Filippo Figari, Eugenio Tavolara, e Vico Mossa, che proprio in quegli anni insegnavano a Sassari. Il suo percorso artistico approda inizialmente verso uno studio e un’influenza dello stile Informale, ma verso la fine degli anni ‘50 si sposta verso una più netta condivisione dei principi della Nuova Figurazione. Questa corrente artistica era  caratterizzata da una ripresa degli elementi fondamentali del realismo, ovvero una rappresentazione il più possibile aderente alla realtà, ma con un linguaggio pittorico contemporaneo e attuale. L’immagine in questo modo è deformata ma rimane riconoscibile, viene trattata espressionisticamente e tra i suoi obbiettivi annovera quello di creare e riportare nella tela diverse problematiche, e creare quindi un dialogo con lo spettatore. Con il tempo, la ricerca di Calvi approda verso una visione pessimistica del reale, con le rappresentazioni che hanno come tema le problematiche del tempo, abbandonando quindi le rappresentazioni fantastiche. Scorci metropolitani, di periferia che riportano l’attenzione a situazioni reali dimenticate. “Visita archeologica” del 1997, il titolo dell’opera presente al Museo Ortiz ci fornisce una chiave di lettura letteraria, onirica, legata al ricordo e alla memoria; una volontà “colta” di recuperare la memoria, penetrare i segni della storia.

Calvi ci racconta di una visita archeologica, ma il racconto è filtrato e modificato dal ricordo, e sulla tela restano le ombre dei “turisti” mentre risulta impossibile distinguere il sito o la sua conformazione.

È ricordo, memoria, impressione ed anche espressione di uno stato d’animo. Lo stato d’animo di chi si trova dinanzi a qualcosa di evidente e anche incombente ma non riesce ad interpretarlo.  Gli spettatori rimangono indistinti, sullo sfondo, entità non calcolabile neanche numericamente. Mentre prepotenti ad occupare la totalità della tela balzano segni, masse di colore dalle forme indistinte, potenti e luminose nella grande zona mediana, scure e pesanti nella parte alta e in basso, quasi a schiacciare il gruppo di persone la cui consistenza, forse anche storica, viene in parte assorbita dalla terra, in parte dissolta dalla luce.

Mostre personali

1970 – Genova, Personale alla Galleria d’Arte “Il Salotto”

1975 – Roma, Personale alla Galleria d’Arte “Jumarte”

1984 – Sassari, Personale al Palazzo Civico

1988 – Sassari, Personale alla Galleria d’Arte “Il Cancello”

1997 – Sassari, Personale per Progetto arte al Palazzo Ducale

2002 – Cagliari, Personale alla Galleria d’Arte Moderna 13

2002 – Sassari, Palazzo della Frumentaria, Antologica

Mostre collettive

2006 – Sidney e Brisbane, “Pittori italiani in Australia”

1999 – Alghero, Palazzo Comunale: Incontri di fine Novecento

1985 – Milano, Mostra di pittura interregionale

1977 – Asso – I° Premio alla Rassegna Nazionale d’Arte

1972 – Milano, Premio internazionale Il Pavone d’Oro

1971 – Genova, I° Premio, Medaglia d’oro alla Rassegna internazionale di pittura

1971 – Parigi, Invitato alla “Exposition de la peinture italienne”

1969 – Sassari, I° Premio alla collettiva “Arte Sacra”

1968 – Ozieri, I° Premio al “Premio città di Ozieri”

Opere in collezione